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Sport e pavimento pelvico

Aggiornamento: 19 giu 2022

Ti sei mai domandata quali sono gli effetti dell’attività fisica sul pavimento pelvico?

Esiste uno sport più indicato di un altro?

Vediamolo insieme.



Fare sport apporta innumerevoli benefici contribuendo al benessere fisico ma anche psichico dell’individuo:

  • riduce la massa grassa e aumenta quella magra;

  • riduce il rischio di obesità;

  • migliora l’attività cardiocircolatoria e riduce la pressione arteriosa;

  • fa bene ai tessuti muscolari, rinforzandoli e rendendoli più elastici e ossigenati;

  • migliora il metabolismo;

  • aiuta la rigenerazione delle cellule cerebrali;

  • fa bene all’attività respiratoria;

  • riduce i livelli di colesterolo;

  • migliora il sistema immunitario;

  • fa bene alle ossa, prevenendo e riducendo il rischio di osteoporosi;

  • migliora l’umore: quando si pratica attività fisica, il cervello rilascia endorfine e serotonina, gli ormoni della felicità;

  • aiuta a gestire la competitività, migliora le relazioni sociali, insegna a lavorare di squadra e a rispettare le regole, stimolando la creatività e incentivando la disciplina;

  • libera la mente e aiuta la concentrazione.


Insomma, non è un caso che sia la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ad affermare che:

“se esistesse un farmaco in grado di dare gli stessi effetti benefici dell’esercizio fisico, sarebbe il medicinale più prescritto al mondo”

Però


Praticare attività fisica coinvolge tutto il corpo ma, a seconda del tipo di attività, le diverse parti del corpo sono sottoposte a sforzi diversi.

Tronco e bacino sono sempre coinvolti, e ciò determina due effetti sulla muscolatura pelvica:

  • aumento della stabilizzazione: alcuni sport, come la danza, lo yoga e il pilates, determinano un utilizzo importante dei muscoli del “core” (la zona compresa tra la porzione inferiore del busto e il margine inferiore del bacino). In situazioni caratterizzate già da iperattività dei muscoli pelvici (dolore pelvico cronico, disturbi della sfera sessuale, difficoltà alla minzione, cistiti ricorrenti, emorroidi) potrebbe aggiungersi questa azione ripetuta e mantenuta di contrazione a una disfunzione pre-esistente;

  • aumento della pressione intraddominale: la contrazione degli addominali provoca aumento della pressione all’interno dell’addome, che in caso di pavimento pelvico debole, si propaga anche verso il basso, nel punto di minor resistenza. Quando questa pressione viene riprodotta in modo intenso e in maniera consecutiva, come nel sollevamento pesi, in slanci, scatti, dunque in attività ad alto impatto (come la corsa, il tennis o la pallavolo), ciò può favorire condizioni patologiche legate allo sforzo, come incontinenza urinaria e/o fecale da sforzo e prolasso degli organi pelvici.

Analizziamo gli sport più praticati uno a uno:

  • la camminata è sempre consigliata e si può considerare un'attività sicura, ad eccezioni di alcune situazioni in cui non sono raccomandate falcate troppo lunghe e veloci o con pendenze eccessivamente ripide;

  • il fitness, la ginnastica svolta in palestra, non ha particolari controindicazioni, però devono essere prese accortezze per quanto riguarda tutti quegli esercizi effettuati per potenziare addome, adduttori, glutei e cosce. Stesso discorso vale per il pilates;

  • lo yoga, aiuta a prendere coscienza del proprio corpo, a rilassarsi e a concentrarsi sulla propria respirazione. Esistono delle posizioni molto utili nei disturbi del pavimento pelvico, tuttavia il prolungato mantenimento di alcune posizioni potrebbe provocare una contrattura della muscolatura pelvica;

  • il crossfit e la pesistica, hanno un alto impatto sulla muscolatura del pavimento pelvico;

  • la danza classica, quella moderna o la break-dance sono impattanti per il pavimento pelvico, così come la pallavolo e il basket;

  • il nuoto è un'attività completa e sicura;

  • lo spinning e la bicicletta potrebbero provocare fastidi a causa dello sfregamento contro la sella e per la compressione dei nervi pelvici;

  • l’equitazione sollecita in modo importante la zona pelvica a causa del continuo contatto con la sella (urti e sfregamento);

  • lo sci, potrebbe aumentare la contrazione muscolare pelvica sia a causa del freddo sia per l’esecuzione di stili che richiedono un particolare sforzo dei muscoli addominali;

  • la corsa provoca scossoni e importanti sobbalzi che creano forze che vanno a gravare sul pavimento pelvico:


pensa che l’urto del tallone al suolo provoca

lo sviluppo di una forza che arriva a essere 3 volte il peso corporeo: se il perineo non è sufficientemente competente ad accogliere questa forza, cederà sotto la pressione manifestando disfunzioni.





Interessante lo studio del 2018 “Performing high-level sport is strongly associated with urinary incontinence in elite athletes: a comparative study of 372 elite female athletes and 372 controls” di A. Carvalhais, in cui 372 atlete e 372 casi controllo, di età media di 19 anni e quasi tutte nullipare (che non hanno mai partorito), sono state sottoposte a un breve questionario sull’incontinenza urinaria.

È risultato che le atlete hanno un tasso 3 volte superiore di incontinenza urinaria rispetto alle non atlete.

Ciò è legato all'ipotonia dei muscoli del pavimento pelvico causata dalle continue sollecitazioni e iperpressioni, ma in alcuni casi è invece espressione di una muscolatura della zona perianale ipertonica e dunque rigida e poco elastica.



E allora che facciamo, smettiamo di allenarci?

ASSOLUTAMENTE NO!


Lo sport ci garantisce salute, ma se mal gestito potrebbe avere effetti sulla regione pelvica, motivo per cui è raccomandabile prendere in esame il nostro pavimento pelvico prima di intraprendere sport nuovi o prima di ricominciare un’attività sportiva.


Da attenzionare ulteriormente le situazioni in cui il pavimento pelvico ha subito un forte stress o trauma, come la gravidanza, il parto (con eventuale lacerazione o episiotomia) o interventi chirurgici pelvi-perineali: è sempre prioritario ripristinare l’equilibrio muscolare di questa zona prima di riprendere ad allenarsi.


E' dunque raccomandabile scegliere lo sport in base alle proprie esigenze e al proprio stato muscolare, oppure associare al vostro sport preferito strategie protettive e compensative, attraverso un programma unico e personalizzato, stilato insieme a un professionista specializzato in salute pelvica.



BUON SPORT E BUONA PREVENZIONE A TUTTE!





 

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Ogni protocollo è personalizzato in base alle esigenze del paziente.

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